Storia di Copertina • Novembre 2026 N° 170
Una molecola straordinaria, trent’anni di ricerca e una visione della cosmetica che guarda oltre l’apparenza, fino al cuore dei processi cellulari. A raccontarcela è Primo Tortini, chimico, amministratore delegato di Neovalis e presidente di Cosmoproject, che dell’ozono ha fatto una delle sue più grandi passioni scientifiche.
Da oltre trent’anni le sue ricerche si concentrano sull’ozono e sugli ozonidi, un campo di ricerca che ama definire il suo habitat. Da dove nasce un interesse così profondo?
P.T. Dalla consapevolezza di trovarmi di fronte a qualcosa di eccezionale. La pelle è un organo meravigliosamente complesso, del quale la scienza continua a scoprire nuove proprietà e meccanismi. Fin dall’inizio, mi ha affascinato l’idea di non intervenire soltanto attraverso l’apporto di ingredienti destinati a produrre un determinato effetto, ma di lavorare sulle risorse biologiche della cellula. La quale sa proteggersi, rinnovarsi, reagire agli stress. La vera sfida è comprendere come aiutarla a esprimere al meglio le sue potenzialità. È da questa intuizione che sono discesi anni di studi, investimenti e formulazioni, in un percorso che continua ancora oggi.
Possiamo definirla una prospettiva quasi copernicana rispetto alla cosmetica tradizionale, che generalmente punta ad apportare alla pelle ciò di cui ha bisogno.
P.T. È un cambiamento di prospettiva, certamente. Pensiamo al Collagene, una delle proteine fondamentali per la struttura cutanea: la cosmetica può utilizzare ingredienti che contribuiscono a migliorare l’aspetto della pelle o a sostenere i processi coinvolti nella sua produzione. Con gli ozonidi il ragionamento è diverso. Non ci interessa tanto fornire dall’esterno qualcosa che sostituisca una funzione, quanto offrire alla cellula uno stimolo affinché attivi le proprie risposte fisiologiche. È un concetto che mi piace ricondurre all’energia, intesa come vitalità e capacità di reazione: non imporre alla pelle un risultato, ma metterla nelle condizioni di lavorare meglio, secondo la propria natura.
Sappiamo che però l’ozono è un ossidante. Come può uno stimolo ossidativo diventare un’opportunità per la pelle?
P.T. È proprio questo uno degli aspetti più interessanti. In biologia esiste il fenomeno dell’ormesi: uno stress lieve, opportunamente dosato, può sollecitare una risposta adattativa, inducendo la cellula ad attivare i propri sistemi di difesa. Una sorta di “shock controllato”, per così dire. Gli ozonidi presenti negli oli ozonizzati ci permettono di esplorare questa possibilità, con un’attenzione particolare ai meccanismi antiossidanti e ai processi legati alla vitalità cellulare.
Possiamo affermare che siamo davanti a una conoscenza maturata nel tempo, che oggi incontra nuove evidenze sperimentali?
P.T. Le tecnologie di indagine hanno compiuto progressi enormi e ci consentono di osservare fenomeni che un tempo potevamo soltanto studiare indirettamente. In collaborazione con l’Università di Parma stiamo conducendo ricerche su cellule umane di derivazione cutanea, con risultati preliminari molto incoraggianti. Abbiamo osservato l’attivazione delle difese antiossidanti, una migliore risposta cellulare in particolari condizioni di stress e indicazioni interessanti sui processi di rinnovamento e senescenza. Gli studi non sono ancora conclusi, ma stanno contribuendo a chiarire i meccanismi attraverso i quali questi composti interagiscono con le cellule.
Per chi dedica trent’anni a un campo di ricerca, poter approfondire scientificamente intuizioni coltivate così a lungo rappresenta una soddisfazione particolare, oltre che uno stimolo a proseguire.
Trent’anni di ricerca e ancora nuove prospettive da esplorare. Che cosa le suggeriscono questi risultati?
P.T. Che siamo sulla strada giusta e che la ricerca può riservarci ancora molte sorprese. Credo che il futuro appartenga a una cosmetica sempre più capace di dialogare con la biologia della pelle, sostenuta da una ricerca rigorosa e da evidenze scientifiche. Abbiamo ancora molto da indagare, ed è proprio questa la parte più affascinante del nostro lavoro: sapere che, anche dopo trent’anni, c’è ancora qualcosa di nuovo da scoprire.
Non solo in cabina, ma anche a casa la quotidianità deve avere i giusti prodotti per potenziare i risultati e lavorare in modo mirato. Ci parla dei trattamenti home care?
C.M.C. La bellezza non è un momento, è un percorso. I Sieri Shot sono disponibili per uso domiciliare nella stessa identica formulazione professionale. Non una versione ridotta o riformulata, ma lo stesso prodotto. Si affiancano al 4CN3 Pure Advanced Siero per l’azione purificante quotidiana e Skin Restoring Balsamo SOS, un lenitivo dermo-riparatore multiuso per pelli sensibili e sensibilizzate. Questo permette di non interrompere il percorso tra una seduta e l’altra. La cliente continua a casa con la stessa qualità che trova in istituto, così da creare un filo diretto tra professionista e cliente.
Il progetto Ozono: quando la ricerca diventa opportunità
Trent’anni di ricerca sugli ozonidi diventano il punto di partenza di una nuova proposta per l’estetica professionale. Una sorta di rivoluzione copernicana che permette di interagire con la pelle in modo innovativo e, di conseguenza, reinterpretare le logiche del settore. Su queste basi nasce l’esclusivo progetto di Beauty Spa che porta le potenzialità cosmetiche dell’ozono nei centri estetici, attraverso trattamenti viso e corpo, iniziative dedicate, formazione e strumenti per potenziare l’attività delle professioniste. A partire dal prossimo anno, il brand riscrive le regole del gioco.
“Con il nuovo Progetto Ozono 2027 vogliamo andare oltre la proposta di una linea cosmetica”, spiega Mauro Luciani, amministratore delegato e direttore generale di Neovalis. “Il nostro obiettivo è trasformare un patrimonio scientifico e formulativo consolidato in un’opportunità concreta per le estetiste, offrendo loro strumenti volti a distinguersi sul mercato, valorizzare le proprie competenze e costruire nuove opportunità di relazione con la clientela.
In sostanza, il nostro focus per il prossimo anno sarà non tanto sui prodotti (anche se ci saranno comunque interessantissime novità), quanto su un nuovo modo di intendere la cura della pelle e la pianificazione stagionale. È un cambio di paradigma che si traduce in iniziative concrete per le nostre clienti”. Così, il Progetto Ozono scandisce l’anno con percorsi specifici per il viso e il corpo, integrabili nei trattamenti abitualmente proposti. Un arricchimento dell’offerta del centro estetico, che integra efficacia, scienza e competenza dermatologica per ottimizzare la risposta della pelle. E, di riflesso, la soddisfazione del cliente finale.
Inoltre, non mancano nel progetto le opportunità di formazione, tecnica e scientifica, con eventi dedicati che vedono la collaborazione di esperti in chimica e medicina, dermatologia ed estetica, per fare in modo che l’estetista acquisisca la massima conoscenza e l’istituto possa sfruttare appieno tutte le potenzialità offerte dalla preziosa molecola dell’Ozono. È, quello proposto da Beauty Spa, un sistema di iniziative che unisce aggiornamento, ottimizzazione delle competenze e sviluppo commerciale, con l’obiettivo di fare dell’ozono un elemento distintivo dell’offerta professionale.
“Per il 2027 abbiamo strutturato un progetto integrato, capace di evolvere insieme alle professioniste e di offrire opportunità sempre nuove, modulabili nel tempo», conclude Luciani. «Vogliamo coinvolgere i centri che già collaborano con Beauty Spa, ma anche aprirci a nuove realtà, proponendo esperienze, conoscenze e opportunità che vadano oltre il singolo trattamento e una concezione tradizionale della cura della pelle. Questo perché crediamo che il valore di un brand si esprima anche nella capacità di contribuire alla crescita dei suoi partner e allo sviluppo del loro business”.


